Terra di colori intensi e di sorrisi d’accoglienza ed emozioni conosciuta come porta d’Africa
Benvenuti in Senegal !

Oggi Vi portiamo in una meta alternativa alla solita Africa siamo diretti in Senegal la terra della Teranga

Una terra che incanta e ti cattura il cuore in un caleidoscopio di ambienti naturali, si passa dalle fitte foreste della Casamance a sud al deserto di S. Louis al nord e nel mezzo foreste di Baobab ultracentenari ad accompagnarci durante il viaggio.

Viaggio che ci porterà alla scoperta degli oltre 700 km di costa ma non solo. Ci troviamo in Africa occidentale e il Senegal è meglio conosciuto per la sua forma geografica a testa di leone …..

Il nostro viaggio inizia dal nord dopo essere atterrati a Dakar. Qui conosciamo Sole la nostra instancabile guida che ci condurrà alla scoperta della sua meravigliosa terra ci dirigiamo subito verso S. Louis ex capitale che dal 2.000 è stata dichiarata patrimonio dell’Umanità che ha saputo conservare le vecchie case di epoca coloniale, molti di questi edifici oggi si stanno trasformando in hotel per accogliere i sempre più numerosi turisti che decidono di visitare quest’isola, si perchè S.Louis è anche un’isola collegata alla terra ferma da un ponte tutto in ferro progettato da Gustav Eiffel, oggi lo si può ammirare completamente ristrutturato, lungo ben 506 mt e con una parte centrale in grado di ruotare per far passare le navi sul fiume Senegal.

Attraversato il ponte si cambia mezzo di trasporto, saliamo su un calesse che ci condurrà alla scoperta dell’isola. Mezzo migliore per scoprirla in quanto si riesce a vivere più da vicino con la popolazione con i loro sguardi con i loro colori con la loro quotidianità, quotidianità che qui si traduce nel mercato del pesce. Un mercato affollatissimo dove migliaia di persone sono ammassate e lavorano costantemente per scaricare il pesce destinato alla vendita o all’essiccamento. Qui l’odore è veramente forte! Il mercato del pesce non si può raccontare ma si deve vivere in prima persona… Sempre a bordo del calesse passiamo nel villaggio dei pescatori dove i tanti bambini festanti ci salutano.

Saint Louis barche da pesca

Saint Louis barche da pesca

Da S. Louis ci dirigiamo verso la foce della laguna di Barbarie dove siamo ospiti di un eco-lodge le stanze sono tutte realizzate in legno con una vista favolosa sulla laguna, ma noi siamo venuti qui per andare alla scoperta dei moltissimi uccelli che vi nidificano ed infatti in piroga raggiungiamo l’isola protetta ma ci spiegano che è vietato scendere, ci accontentiamo di spiare da lontano questi splendidi esemplari. Torniamo al lodge in tempo per assistere ad uno splendido tramonto …  tramonto che solo l’Africa sa regalare!

Di buon ora si riparte per raggiungere il lago rosa (siamo vicinissimi a Dakar il lago si chiama Retba) molto suggestivo per via della sua colorazione, l’effetto è dato dalla presenza di una particolare alga la cui pigmentazione è rossa, ma il lago è famoso anche perchè è proprio qui che giungeva la leggendaria corsa Parigi-Dakar.

lago rosa Senegal

lago rosa Senegal

Qui uomini e donne lavorano alla raccolta del sale. Per chi volesse, nel lago si può fare il bagno ed avere la sensazione di galleggiare senza problemi. Saliamo a bordo di camion 4×4 e ci avventuriamo tra le dune del deserto che confinano con l’Oceano Atlantico, un senso di libertà ci assale e non c’è cosa più bella che correre per km e km sulla spiaggia candida,

sul Camion 4x4 sulle dune con di fronte l'oceano

sul Camion 4×4 sulle dune con di fronte l’oceano

di ritorno passiamo per il villaggio Peulh dei pastori semi-nomadi che oramai vivono tra il deserto e il mare, ovviamente anche qui i bambini ci vengono incontro festanti.

Lasciato il deserto ci dirigiamo verso Dakar dove prendiamo un battello che ci porterà fino all’isola di Gorée a soli 3 km dalla costa. Gorèe è stata proclamata patrimonio dell’umanità nel 78 Sull’isola si trova la Maison des Esclaves,

il museo la maison des esclaves a Goree

il museo la maison des esclaves sull’isola di Goree

la casa degli schiavi che dal 1444 al 1848 ha visto transitare milioni di africani uomini, donne, e bambini strappati alla loro terra d’origine per essere deportati, fatti schiavi, nelle Americhe. Una delle pagine più tristi della storia che ancora oggi fa male. Sole ci spiega che qui gli schiavi venivano imprigionati per molto tempo in celle anguste, fredde e buie e poi legati a 2 per volta con catene e una palla di 12 kg al piede, fatti salire sulle navi dalla porta detta “del non ritorno”, sull’isola è presente la statua in memoria dei tanti Africani resi schiavi dalla follia dell’uomo. Oggi l’isola è soprattutto turistica si gira a piedi e ci sono hotel e ristorantini oltre ai soliti bazar dove farsi travolgere dalla popolazione e dalla frenesia dello shopping.

Torniamo a Dakar per riprendere il viaggio on the road, prossima tappa Saly, stazione balneare della petit cote ricca di resort e villaggi provvisti di tutto dove trascorrere le vacanze balneari. La struttura che ci ospita ha organizzato uno spettacolo tipico per farci immergere ancora di più nella cultura senegalese.

bellissima donna senegalese con abito tipico

bellissima donna senegalese con abito tipico

i resort di Saly

i resort di Saly

L’indomani una lunga giornata ci attende, prima tappa la Riserva di Bandia, creata nel 1986 per la rigenerazione della flora e della fauna che nei secoli ha subito tanti danni a causa del bracconaggio. Quì tanti gli animali ad attenderci dai bufali di savana alle zebre, giraffe, addirittura i rinoceronti bianchi, e i coccodrilli. Ovviamente essendo una riserva piccola sono assenti i grandi predatori ma l’esperienza di incontri ravvicinati con gli animali è sempre molto emozionante.

Il viaggio continua in direzione sud, prossima tappa Joal-Fadiouth. Joal è stato anche il paese natale dell’amato Presidente Leopold Sedar Senghor. ma noi siamo diretti all’isola di Fadiouth  collegata con la terra ferma da un ponte in legno lungo 400 mt, anche qui non circolano auto ma la popolazione è molto cortese ed ospitale tutti salutano e ti indicano la strada per raggiungere il cimitero 🙂 si è strano ma siamo arrivati fin qui per visitare un cimitero ma non un cimitero qualunque, una città dei morti molto particolare, infatti si trova su un’isoletta tutta fatta di conchiglie, si perchè le donne che qui essiccano i molluschi a forza di gettare le conchiglie sempre nello stesso punto hanno formato un’isola che con l’andare del tempo è diventata il loro cimitero. Ma oltre a questo il luogo è importante perchè qui si trovano tombe cristiane e mussulmane insieme un elemento che ancora di più ci fa capire lo spirito del popolo senegalese, un popolo aperto e tollerante.

joal fadiouth

joal fadiouth il ponte che collega la terra ferma all’isola con il cimitero

il cimitero di joal fadiouth

il cimitero di joal fadiouth

Da lontano scorgiamo un’altra isoletta che raggiungiamo su una stretta piroga qui ci sono delle capanne in legno e paglia dove si mettono le messi ad essiccare.

Il viaggio continua, ci spostiamo dalla costa diretti al centro del Senegal a 190 km da Dakar si trova la Città Santa di Touba, qui vige ancora la legge del califfo ed è infatti vietato fumare, bere, le donne devono essere coperte con il velo, dinanzi a noi maestosa si erge la grande moschea, la più grande dell’Africa nera. La costruzione questo importante monumento è durata 32 anni anche se non è conclusa del tutto in quanto ci sono sempre lavori per abbellirla, ha richiesto 1.800.000 ore di lavoro, secondo una stima, e 4.800 tonnellate di pietre, di sabbia e d’acciaio.

moschea di touba senegal

moschea di touba senegal

touba senegal

touba senegal

moschea di touba

moschea di touba

Dopo la visita alla moschea raggiungiamo Foundjougne dove attraversiamo il fiume Saloum, in effetti si tratta di un braccio di mare. lo attraversiamo su una chiatta che non porta più di 7/8 auto e un camion, il tratto è breve circa 1/2 ora di navigazione ma ci fa risparmiare ben 180 km. La nostra ultima tappa di oggi è Toubakouta, siamo diretti nel parco nazionale del delta del fiume Saloum, ci troviamo al confine con il Gambia e qui la vegetazione è molto diversa, ci siamo lasciati alle spalle le zone aride per addentrarci in quelle più verdi e rigogliose del sud. Giungiamo in tempo nel resort per assistere ad un tramonto mozzafiato tra Baobab e mangrovie, il tramonto perfetto quello che ti fa esclamare … AFRICA! lo stesso tramonto che ha incantato poeti e scrittori di tutto il mondo.

L’indomani mattina il resort ci si presenta in tutto il suo splendore completamente immerso nella vegetazione con Baobab giganteschi che circondano la piscina dove alcuni ne approfittano per prendere un pò di tintarella. Ma noi non siamo venuti fino qui per il sole e quindi ci lanciamo alla scoperta del villaggio dei pescatori dove decine di bambini al nostro arrivo seguono correndo i Pich-up e il camion, bambini che ci hanno accompagnati per tutta la visita al villaggio e che si sono cimentati anche nella lotta che è lo sport nazionale qui in Senegal. Nel pomeriggio siamo in visita con le piroghe alla riserva classificata patrimonio mondiale della biosfera al Sine Soloum, ci facciamo strada tra le mangrovie, il lento scorrere del fiume ci invita alla contemplazione e alla pace, scendiamo sull’isola delle conchiglie e dall’alto osserviamo l’immensità della riserva regno incontrastato di uccelli di ogni genere… così termina un’altra giornata alla scoperta dell’Africa.

io e Uby sotto l'albero dei saggi del villaggio

io e Uby sotto l’albero dei saggi del villaggio

con Sabry Ardore direttore della fotografia per latvdeiviaggi

con Sabry Ardore direttore della fotografia per latvdeiviaggi

l'aereo che ci ha portati in casamance

l’aereo che ci ha portati in casamance

Sorge il sole e il nostro viaggio continua, con un volo interno raggiungiamo la regione più meridionale del Senegal, siamo diretti nella Casamance. Dall’aereo lo spettacolo è fantastico solo natura incontrastata, si riesce a distinguere la foresta dai vari fiumi che l’attraversano. Con il suo spirito animista la Casamance riesce a rapire il cuore del viaggiatore che la visita, percorrendo le sue strade ci rendiamo conto che questa è la vera Africa con le sue “case a impluvio”, costruzioni uniche adatte per la raccolta d’acqua piovana, alcune risalgono al 1700. Qui nei villaggi troneggia l’albero sacro “Fromager” sotto il quale si radunano i saggi (che sono le persone più anziane del villaggio),

Albero dei saggi del villaggio

Albero dei saggi del villaggio

ma è anche il luogo dove si invocano gli spiriti… e lo stregone del villaggio fa le santerie.
Con una jeep 4×4 raggiungiamo il villaggio di Sangawat, trasformato in villaggio-museo, dove il santone ci ha spiegato come si svolge la vita e i riti della società “diola”. Subito dopo abbiamo visitato l’eco-park un parco dove sono presenti tutte le specie di piante da dove si ricavano anche le medicine naturali. Ma la fame si fa sentire e quindi raggiungiamo Chachouane dove pranziamo con il tipico piatto senegalese il Thiebou dien, con le ostriche …  in riva al mare,

Thiebou dien piatto tipico Senegalese

Thiebou dien piatto tipico
Senegalese

ma nel villaggio si è sparsa la voce che ci sono gli stranieri e quindi tutti si radunano per omaggiarci di una danza di benvenuto tipica, è sempre bello vedere queste danze che rispecchiano la cultura di un popolo.

Ci spostiamo a Cap Skirring il lembo più meridionale del Senegal una lunga striscia di terra stretta tra la foresta pluviale della Guinea, le acque dell’oceano e le caldissime savane dell’entroterra, un cocktail di straordinaria bellezza. Le sue spiagge larghe non hanno nulla da invidiare a quelle caraibiche con le palme alte e la sabbia dorata. Questa costa è ricca di resort di alta fascia che sono pronti ad accogliere i turisti.

i tramonti a Cap Skirring

i tramonti a Cap Skirring

Cap Skirring spiaggia

Cap Skirring spiaggia

i Resort di lusso a Cap Skirring

i Resort di lusso a Cap Skirring

Arriviamo nel resort che ci ospiterà e con grande piacere ci ha organizzato una festa con le donne più brave della zona che danzano al ritmo frenetico dei tamburi e bonghi che qui si chiama Djembè, dopo lo spettacolo e la cena subito a letto domani ci aspetta una giornata intensa. 

le altissime palme di Cap Skirring

le altissime palme di Cap Skirring

Questa volta si parte in piroga le imbarcazioni nazionali tutte belle e con colori sgargianti, sarà una giornata dedicata alla visita delle varie isolette che circondano Cap Skirring, prima tappa l’isola di ehidi chiamata anche l’isola dei santoni, le donne sono già all’opera a sgusciare i molluschi da mettere ad essiccare, l’isoletta è veramente piccola, la lasciamo per raggiungere l’isola dei pescatori Elinkine. Arrivando si sente fortissimo l’odore del pesce lasciato ad essiccare al sole, ci spiegano che qui i pescatori riescono a stare fuori anche per 15 giorni e conservano il pesce in grossi contenitori pieni di ghiaccio.

Elinkine i pescatori che rientrano

Elinkine i pescatori che rientrano

Elinkine

Elinkine

Rimaniamo esterrefatti alla vista del luogo dove fanno essiccare il pesce, tantissime donne sistemano in maniera ordinata su bacchette in legno il pesce e lo girano per far in modo che il sole cocente lo essicchi correttamente, siamo di nuovo in piroga e percorriamo i canali ricchi di mangrovie per arrivare a Carabane dove ci fermiamo per il pranzo, l’isola era anche prigione per gli schiavi che venivano fatti prigionieri e mandati nelle Americhe. Oggi le sue spiagge candide sono un luogo perfetto per chi vuole rilassarsi. Il nostro viaggio in Senegal volge al termine, noi Vi lasciamo con il saluto tipico senegalese…  TERANGA!!!

Volete vedere il nostro video realizzato per questo fantastico viaggio ?

Eccolo … Buona Visione 🙂

Per le vostre vacanze sicure rivolgetevi sempre alle Agenzie di viaggio, solo i professionisti sapranno consigliarvi il meglio!  

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