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TurchiaCAPPADOCIA |
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Combinazione di storia e modernità, di natura e città d’arte: la Turchia…UNA SORPRESA CONTINUA! Come promesso continuiamo il nostro viaggio in questo splendido paese e dopo Istanbul è la volta di un Tour alla scoperta di alcune delle destinazioni più affascinanti della Turchia Asiatica!
Ci troviamo nella costa meridionale e precisamente ad Antalya. Situata in un paesaggio morfologicamente contrastato, Antalya, principale stazione balneare della Turchia, è una città attraente con i suoi viali di palme e la sua nota marina. Le fortune turistiche di questa ridente città costiera sono dovute all’incantevole posizione in una baia ai piedi della catena montuosa del Tàuro, alle ampie spiagge e al clima quasi subtropicale. Le montagne del Tàuro, ricoperte di pini, si prolungano verso il mare scintillante, formando una costa irregolare di promontori rocciosi e baie nascoste.
Ci incamminiamo verso il vecchio quartiere pittoresco di Kaleìci, attraversando vicoli stretti, fino ad imbatterci in un complesso di case tradizionali, tutte in legno ed addossate alle mura della città. Qui, come ovunque in Turchia, predominano i bazàr, luogo ideale per chi ama fare shopping e vuole acquistare qualche tipico souvenir. Si può scegliere tra una molteplicità di oggetti tradizionali tra cui meritano una menzione speciale le porcellane, particolarmente popolari, e i tappeti di lana intessuti a mano. Da ricchi rossi a terrosi marroni, da modelli intricati e semplici motivi, i tappeti turchi sono infiniti nella loro varietà.
Mentre curiosiamo tra i banchetti e i vicoli stretti ci viene offerto il çay, il tipico tè rosso turco, di cui assaporiamo appieno il gusto, deciso ma non troppo forte, diverso da tutti gli altri, anche per il tipo di bicchiere nel quale viene servito, dalla forma di un tulipano, simbolo emblematico della Turchia. Intorno al bicchierino di çay ruota tutta la cultura turca: è il primo gesto di benvenuto, un modo per socializzare anche quando si parlano lingue differenti! Data la sosta approfittiamo anche per uno spuntino a base del famosissimo kebab (chebàb) , quello vero cotto con il fuoco a legna!
Numerose sono le testimonianze storiche ed archeologiche in questa regione! Noi optiamo per una visita al teatro di Aspèndos, uno dei siti meglio conservati di tutta la penisola anatòlica e di tutta l’arte romana , risalente al II secolo d.C. Il teatro, fondato dagli Ittìti divenne importante sotto il regno dell’imperatore romano Aurelio, con un’acustica perfetta che rientra di diritto tra le meraviglie del mondo antico.
Ma la Turchia è anche leggenda, quella del monte Olympos (olìmpos) per esempio, che ad oggi è ancora avvolta nel mistero! Olìmpos è oggi parte del Parco Nazionale dei monti Olìmpos Bèi, situato nella costa meridionale della Turchia nella provincia di Antàlya. Si sa che la città faceva parte della Lìcia fin dal 2° secolo prima di Cristo e che il culto più importante era quello del dio Efèsto, il dio del fuoco. Senza dubbio questa venerazione deriva dalla misteriosa Chimèra, una fiamma eterna naturale che ancora oggi scaturisce dalla terra. La leggenda vuole che sotto le rocce dalle quali sbucano le fiamme, vi sia seppellito un drago…. Lo spettacolo al quale assistiamo ci lascia folgorati!
La prima giornata sta volgendo al termine, ma prima di rientrare decidiamo di fare una breve sosta alla vicina Kemèr, a Ovest di Antàlya, uno dei centri turistici più importanti della costa sud della Turchia, di cui visitiamo il centro. Restiamo colpiti dalla grandissima quantità di negozi di souvenir che sorgono ai lati delle strade: in ognuno vi è un amuleto contro il malocchio, riproduzione per lo più in vetro dell’occhio azzurro di Allah (allàh) con l’intento di proteggere se stessi e la propria attività dalla cattiva sorte.
Cala il sole sulle splendide terre della Turchia. Rientriamo per un meritato riposo e ci prepariamo ad una giornata ancora più avvincente!
Il secondo giorno siamo a Kònya, il centro del misticismo e della dottrina “sùfi” che conserva ancora il suo fascino originario. E’ una delle città più antiche della Turchia ed anche una delle più religiose. L’edificio più famoso di Kònya è il suo mausolèo, in realtà una moschea dalla caratteristica cupola verde con un tetto conico a punta. Accanto al mausoleo, il Mevlàna Mùzesi, antico monastero dove vivevano il fondatore e i suoi dervìsci, trasformato in sede espositiva. Mevlàna Celalèddin Rùmi fu il primo grande pensatore, mistico, scienziato e artista dell’Anatolia selgiùchide del XIII secolo. Secondo la tradizione, attraversando il quartiere degli orafi, si fermò improvvisamente ed, ispirato dal tintinnio ritmato di centinaia di martelli , allargò le braccia ed iniziò a roteare su se stesso come in una danza. Era il 1250 e nel giro di pochi mesi quella danza intensa di uomini vestiti di banco e col lungo cappello di feltro in testa, divenne uno spettacolo abituale di fronte alle moschee.
Lasciamo questo luogo mistico per tuffarci nella magia e nel mistero. Giungiamo in Cappadòcia… Benvenuti nel mondo delle fate!
La Cappadocia è un sogno di pietra nel cuore dell’Anatòlia. Rocce i cui colori cambiano ad ogni ora, agglomerati dalle forme talmente strane che spesso li si chiama con nomi di fantasia, ma soprattutto una foresta di guglie, coni e piramidi, obelischi e funghi.
Raggiungiamo la valle di Goreme (gorèm), una delle località più note per il favoloso scenario e le chiese scavate nel tufo. Si comprende subito perché venga chiamata la valle delle fate: incredibili monolìti alti anche trenta metri che assomigliano a camini fatati svettano verso il cielo. La natura avrà sicuramente sagomato l’ambiente impiegando tutte le sue forze: il fuoco dei vulcani, il vento e le piogge che hanno scavato gran canyon e caverne, innalzato colonne e colorato pendii con un arcobaleno di tinte, ma l’uomo ha fatto a gara per emulare tante stranezze e crearne di più stupefacenti: scavando, traforando e modellando quel tenero tufo, ha ottenuto un mondo parallelo fatto di abitazioni da trogloditi, cantine sotterranee, chiesette annidate entro una rupe… Tra una roccia e l’altra si è poi piantato, sfruttando la fertilità del terreno lavico, e coltivato ortaggi e frutta. Celebri le albicocche e i melograni, dalle grandi proprietà antiossidanti.
Questi scenari surreali hanno suscitato l’interesse di importanti registi ed hanno fatto della Cappadòcia il set di alcuni film famosissimi come Guerre Stellari di George Lùcas.
Durante il Tour facciamo una breve sosta ad una scuola di tessitura di tappeti dove ci vengono illustrate le fasi di lavorazione: dal baco da seta per arrivare al prodotto finito. Assieme a quelli persiani, i tappeti turchi sono i migliori al mondo grazie alla fedeltà della lavorazione e ai disegni antichi.
Un intenso programma ci ha visti protagonisti di questo viaggio, ma la Turchia è una sorpresa continua! Impossibile riassumerne le bellezze perchè è il profilo fatto di cupole e pinnacoli di Istanbul, ma è anche la natura incontaminata delle coste e lo spettacolo continuo del suo entroterra. E’ la ricchezza dei suoi tesori archeologici, della sua tradizione gastronomica ed artigiana, ma è anche e soprattutto il calore della sua gente!
Arrivederci alla prossima puntata!




































