|
TunisiaIL SUD E LE OASI |
|
Oggi ci troviamo in uno dei paesi di maggior richiamo turistico al mondo, porta di ingresso al deserto del Sahara, con usi e costumi tutti da scoprire, la Tunisia.
Dopo una breve pausa per scrollarci le fatiche del viaggio, siamo pronti per scoprire El Jem. Il ricordo della presenza romana nel paese affiora a tratti lungo la strada che conduce a questa piccola, cittadina dominata dal più grande anfiteatro romano dell’Africa Settentrionale. Nell’antichità El Jem divenne colonia romana grazie all’importanza che aveva raggiunto nell’economia della regione e dell’impero. Nel II secolo venne costruito il suo anfiteatro che si erse intatto per secoli finchè le vicissitudini della storia ne intaccarono l’integrità.
Il tempo scorre veloce e noi dobbiamo riprendere il nostro viaggio. A bordo del pulmino ci dirigiamo verso Kairouan, seconda tappa della nostra giornata. Fondata alla fine del VI secolo, Kairouan è la terza città santa dell’Islam dopo le arabe Mecca e Medina. Grazie alla Grande Moschea edificata nell’anno 670, è meta di pellegrinaggio di fedeli e si afferma come importante centro di diffusione culturale.
Kairouan è conosciuta anche come la capitale dei tappeti: annodati o tessuti, la città offre la qualità di una grande tradizione, ovunque si inciampa in bazar di tappeti di lana, cotone e seta. Noi assistiamo in diretta alla preparazione di un manufatto. Stanchi ci rechiamo nel nostro hotel dove decidiamo di gustare la cucina Tunisina…tra tante prelibatezze decidiamo di calarci in una antica tradizione maghrebina, quella del Cus Cus. Un preparato di semola in granelli di grano duro o d’orzo cotto a vapore, servito con carne o pesce è una delizia per il nostro palato.
L’indomani dopo una ricca colazione partiamo alla volta di Cartagine, lungo il viaggio ci fermiamo a Sidi Bou Said il villaggio meglio conservato di tutto il litorale mediterraneo. Apprezzato anche da Paul Klee è situato in un punto panoramico da cui si gode la vista del golfo di Tunisi. Una successione di piccoli edifici bianchi, ravvivati dall’azzurro di porte e finestre impreziositi dal gelsomino e dalla buganvillea, è la caratteristica di questa località. In questo piccolo villaggio Alessandra ne approfitta per fare un pò di shopping.
Dopo una breve pausa riprendiamo il nostro viaggio, l'arrivo nella gloriosa Cartagine ci permette di azzardare voli di fantasia...ed ecco che la città della regina Didone si erge magnifica come un tempo, grazie alla forza della leggenda. Tra le meraviglie di Cartagine ci sono sicuramente le Terme di Antonino Pio. Esse cominciarono ad essere edificate sotto l'imperatore Adriano e vennero completate dal successore Antonino.
Qui si possono ammirare i bagni che, come di consuetudine nelle ville termali, si sviluppavano in diversi ambienti, dal calidarium, al tepidarium, al frigidarium; rispettivamente ambienti caldi, tiepidi e freddi.
Non ancora stanchi ci spostiamo verso il Museo del Bardo, importante sia per la ricchezza e la varietà di reperti archeologici custoditi al suo interno, sia per lo stabile che lo ospita che è un monumento storico a tutti gli effetti. Al suo interno è racchiusa la più grande e stupefacente raccolta di mosaici di epoca romana al mondo. Addentrarsi nelle sale di questo museo è un’esperienza straordinaria che aiuta a scoprire fino a quali livelli sia potuta giungere l’arte del mosaico. Le decorazioni pavimentali, i ritratti che ricoprono le pareti e i pavimenti sono di una tale concentrazione e varietà di disegni da lasciare storditi.
Dopo un'intensa giornata rientriamo nel nostro hotel e stanchi decidiamo di godere di un meritato riposo. L'indomani all'alba siamo pronti e già in partenza verso sud dove ci aspetta l’emozionante universo del Sahara. Prima tappa l'oasi di Gabès che si attraversa con il calesse. L'oasi è anche nota per le sue acque termali solforose, già conosciute al tempo dei romani, ove l'acqua sorge a 47°.
Dopo Gabès e in direzione sud i villaggi scavati nel tufo, danno vita alle abitazioni dette “troglodite”, un tempo utilizzate come rifugi, ospitano ancora oggi popolazioni berbere che vi trovano una protezione dal rigore del clima e spazi per vivere in tranquillità. Matmata è il nome di una tribù ma anche il nome del villaggio di queste curiose costruzioni, che evocano paesaggi lunari, caratteristica che non è sfuggita alle più grandi produzioni cinematografiche, come quella di "Guerre Stellari".
Dopo Matmata, ci rechiamo nella più sahariana delle oasi del sud: Douz. un villaggio tipicamente desertico, circondato da autentiche dune di sabbia. I suoi usi, i suoi costumi, il suo artigianato di pelli di dromedario ne fanno un museo di tradizioni a cielo aperto. Stanchi per questa prima giornata nel deserto, ci fermiamo per trascorrere la notte in un albergo sorto nel bel mezzo del nulla proprio per ospitare le carovane di turisti provenienti da tutto il mondo.
Dopo questo meritato riposo, si fa per dire, sveglia alle quattro del mattino per continuare il nostro viaggio alla scoperta delle oasi. Ma la levataccia è subito ricompensata dal fantastico paesaggio. Attraversiamo adesso il grande lago salato, un'immensa depressione al di sotto del livello del mare. Questa distesa bianca di cristalli di sale, si colora magnificamente con le sfumature dell’alba, e preannuncia l'eden del deserto: Tozeur.
Una frizzante oasi nota per la sua particolare architettura in mattoni gialli a rilievi geometrici. Passeggiando incontriamo i venditori di salamandre, e Alessandra gioca un po’ con questi particolari animali. Non possiamo partire da qui senza portare con noi la famosa "Rosa del deserto", raccolta dai carovanieri.
Non possiamo partire da qui senza portare con noi la famosa "Rosa del deserto", raccolta dai carovanieri. Non lontano da Tozeur visitiamo il palmeto di Nefta, con i suoi cestini traboccanti di datteri chiamati "dita di luce", fatti crescere con la fecondazione manuale risultano essere la migliore produzione del paese. Stanchi ma affascinati da questi posti magici, ci dirigiamo verso l'ultima tappa di questo viaggio: Kèbili, capoluogo di questo arcipelago di oasi in un oceano di sabbia.
Caratterizzata da casette piccole cubiche e bianche. Anche questo viaggio volge al termine, Il vento, i colori ed il profumo del deserto sono ormai un lontano ricordo. Ma l'incantesimo della Tunisia ci ha catturato, noi speriamo solamente di aver trasmesso con le immagini la sua magia.




































