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Rep. Dominicana

LA REPUBBLICA DOMINICANA

Eccoci tornati per il consueto appuntamento con una nuova entusiasmante avventura in giro per il mondo! Un'oasi di verde nel blu dell'oceano, vicina a tutto e lontana da tutto, un'isola che c'è. Tutti pazzi per la Repubblica Dominicana.

La puntata di quest'oggi ci condurrà nella terra del merengue e della baciata, si perché sarà proprio questo il ritmo che ci accompagnerà alla scoperta di un paese che ha fatto della musica una ragione di vita.

Una splendida terra nel cuore dei Carabi, occupante circa i due terzi dell'isola Hispaniola, dove per primo mise piede Cristoforo Colombo.

Torrenti di montagna, cascate tra spuntoni di roccia, pianure vaste e fertili, colline ricoperte da piantagioni di canna da zucchero fanno da contorno a chilometri di spiagge bianche orlate da palme, acque limpide e cristalline, barriere di corallo, ed infine la gioia di vivere del popolo dominicano che allieta la permanenza in questa località. Benvenuti nella terra del sorriso!

Atterrati all'aeroporto di Punta Cana, situata all'estremità orientale della Repubblica Dominicana, decidiamo di non perdere un attimo e ci lanciamo subito alla scoperta della vicina cittadina di Higuey, famosa perché rappresenta un importante centro di pellegrinaggio per quanti vogliano visitare il santuario della Senora de Altagracia, inaugurato nel 1986 e rivisitato nel 1993 da Papa Woityla. L'edificio sorprende per la sua architettura eccentrica caratterizzata da un altissimo arco di cemento.

Giunti nella cittadina restiamo subito colpiti dalla moltitudine di motociclette e motorini 50 di vecchia produzione con i quali, improvvisati tassisti, trasportano turisti ma anche gente del posto per un insolito servizio di trasporto pubblico.Ci dirigiamo verso il centro, animato da bar e una moltitudine di persone perennemente sorridenti. Qui restiamo colpiti da un manipolo di sciuscià intenti a perpetrare uno dei mestieri più antichi. Passando davanti ad un supermercato, decidiamo di entrare per fare incetta di prodotti tipici e la nostra Alessandra fa rifornimento della cosiddetta vitamina "R", il Rhum di cui la Repubblica Dominicana è eccellente produttore grazie alle diffusissime coltivazioni di canna da zucchero.

Prima di rientrare in albergo per un meritato riposo, facciamo una piccola sosta alla fabbrica di quadri, impropriamente detta in quanto si tratta di una piccola bottega artigiana in cui artisti di strada dipingono vivide immagini dai colori brillanti raffiguranti soprattutto il popolo taino, prima popolazione amerinda insediatasi ai Caraibi, con i colori brillanti che contraddistinguono queste terre.

Lungo il tragitto che ci porta in albergo ci imbattiamo per la strada in alcune casette e ci colpisce la vista di alcuni pezzi di carne appesi all'ingresso di queste costruzioni ad essiccare. Ci viene spiegato che si tratta di vere e proprie macellerie a cielo aperto dove naturalmente la carne costa meno.

Tornati in albergo trascorriamo un paio d'ore del pomeriggio passeggiando tra gli sterminati campi da golf disseminati all'interno del nostro villaggio e alla sera facciamo una visita al Casino'.

L'indomani mattina splende il sole sull'isola Hispaniola, una giornata ideale per affrontare l'avventura che ci attende: un avvincente jeep safari nella foresta dominicana. Partiti ci troviamo in men che non si dica a passare per le strade sterrate dei paesini, per raggiungere la nostra prima tappa del tour: distese interminabili di piantagioni di canna da zucchero, motivo per il quale la Repubblica Dominicana è un ottimo produttore di Rhum. Alcuni ragazzini ci tagliano la canna con il macete e ci fanno assaggiare questo puro concentrato di zucchero.

Prossima tappa del nostro safari una fattoria nel bel mezzo delle campagne, immersa nel rumore della foresta, dove è facile ascoltare i versi dei mille uccelli e dove troviamo delle donne intente a lavorare alla produzione di sigari aromatizzati alla vaniglia, al cacao, alla cannella.

Riprendiamo le jeep, inseguiti da bambini che ci rincorrono speranzosi di ricevere qualche dono. Sapevamo che li avremmo incontrati e prima di partire abbiamo riempito la nostra jeep di regali per questi piccoli meno fortunati.

Ci incamminiamo per strade impervie e infangate che ci conducono alla prossima tappa: l'abitazione di un agricoltore. Qui ci viene spiegato come la famiglia produca e lavori, soprattutto per la propria sussistenza, cacao, caffè, cannella e vaniglia, prodotti tipici di queste terre di cui ovviamente ci vengono offerti degli assaggi. Abbiamo anche l'occasione di assistere ad un combattimento, non cruento, di galli, che rappresenta uno degli sport nazionali del paese.

Sosta di circa un'ora per il pranzo presso una fattoria nel bel mezzo delle campagne a base di fagioli, riso e platani fritti, protagonisti della cucina dominicana e subito di nuovo in marcia, questa volta per una simpaticissima escursione a cavallo.

A questo punto ci dirigiamo alla meta finale del nostro safari, ci lasciamo alle spalle la verde foresta per approdare sulla splendida spiaggia di Macao. Guardandoci intorno notiamo una fila interminabile di Jeep parcheggiate lungo la costa, ma ciò che ci colpisce sono le cosiddette Jurassic Buggy, delle macchine fatte di sole ruote, motore e tubi, utilizzate per scorrazzare lungo la spiaggia e attraversare, muniti di appositi occhialini, le più grosse pozzanghere di fango abbordabili, un insolito modo per far divertire i turisti.

E' abbastanza per questa giornata. Stanchi ma soddisfatti rientriamo in albergo. Terminiamo la serata nel migliore dei modi, facciamo una capatina in teatro per vedere il famosissimo spettacolo "Tropicalissimo": un tripudio di luci, colori, danze coinvolgenti e ovviamente bellissime ragazze.

L'indomani mattina siamo carichi di aspettative: troviamo ad attenderci un pulmino che ci conduce a Baia Hibe per un entusiasmante escursione in mare. Destinazione: L'isola di Saona, oasi wwf. Come sempre non è solo la destinazione ad essere fantastica, anche il tragitto ha il suo fascino. All'andata infatti saliamo a bordo di scafi veloci dotati di 2 motori da 400 cavalli che volano letteralmente a una velocità sorprendente sul pelo dell'acqua. E' un'emozione incredibile sentire il vento che soffia sul volto e restare al contempo esterrefatti dal panorama mozzafiato. Prima di giungere all'isola facciamo una breve sosta in una specie di piscina naturale, una laguna abitata da gigantesche stelle marine, che diventa lo sfondo per un sentito brindisi, solo il primo della giornata, a base della fatidica vitamina "R".

L'isola ci si presenta come un'immagine da cartolina, Spiagge candide, mare turchese e cristallino. Siamo affascinati anche dai racconti misti tra storia e leggenda che narrano di avventure di pirati e bucanieri.

Una costante ovunque qui è la giocosità delle persone e il ritmo coinvolgente delle danze che non ci abbandona per un attimo nel corso dell'intero viaggio. La nostra Alessandra non riesce a resistere alla tentazione e si cimenta in un ballo caraibico.

Il ritorno non sarà all'insegna della velocità, niente più scafi, questa volta gita in catamarano, semplicemente meraviglioso. Anche qui ne approfittiamo per l'ennesimo brindisi a base di rhum e prima di spegnere le telecamere su questa ennesima entusiasmante avventura, Vi salutiamo sulle note della baciata e sulle immagini di questo splendido tramonto.

Arrivederci alla prossima puntata.