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    Guatemala

    ANTIGUA: I LAGHI E I VULCANI

    Continua il nostro viaggio alla scoperta del Guatemala, Paese il cui simbolo nazionale è il quezales, uccello dai piumaggi multicolore sacro ai Maya.
    Più di 4000 anni fa i Maya si stabilirono nel Centro America, e in particolare in questo piccolo e spettacolare paese.
    La sua avanzata cultura neolitica delinea questo paradiso popolato da 23 etnie diverse che hanno conservato un tratto maya comune: una luminosità speciale negli occhi, come se da tanto contemplare il cielo inventassero l'infinito.
    Alla loro intelligente saggezza dobbiamo la scoperta matematica dello zero,senza il quale non sarebbe stato possibile né il sistema binario né il computer attuale.
    Grazie alla loro osservazione del cielo si definiscono i 365 giorni dell'anno solare, le fasi lunari e le rotazioni di Venere.
    Un popolo brillante che si portò avanti nel tempo, che inventò la scrittura glìfica e che basò la sua religione sul rispetto della natura.

    Partiamo da Città del Guatemala che è il più grande agglomerato urbano dell'America centrale e sorge su un altopiano inciso da profonde gole.
    Gli sgangherati autobus cittadini e le moltitudini di personaggi in uniforme le conferiscono un carattere tipicamente latino.
    La città è soprattutto una capitale amministrativa e un nodo di trasporti importante, piuttosto che una meta turistica.
    Bastano pochi minuti di pullman per raggiungere la parte antica della città chiamata Antigua Guatemala.

    Antigua è la destinazione ideale per un'atmosfera romantica, l'antica capitale del Regno del Guatemala, vittima di un terremoto che, 300 anni fa, ha distrutto molto del suo patrimonio architettonico.
    Il progetto di ricostruzione del nuovo centro urbano prevedeva l'utilizzo dello stile neo-classico ma sorsero templi ed edifici civili che presentavano sia elementi neo-classici che coloniali creando una dualità del tutto sorprendente.

    Nella città vecchia si ergono in contrasto costruzioni in cemento accanto a edifici coloniali. Il Parque Nacional è il cuore della capitale, la sua piazza centrale.
    Proprio in questa piazza entriamo in contatto con il vero folklore di questo Paese.

    Il Palacio Nacional, costruito con una facciata di pietra, è l'edificio più possente. Risale agli anni quaranta: oggi ospita un museo interattivo sulla storia del Guatemala. A lato vi è la Cattedrale con una cupola in mosaico azzurro.

    Ad Antigua troviamo le superbe mura del Palazzo dei Capitani Generali.
    L'antica capitale è particolarmente attraente durante la Settimana Santa, quando le strade vengono ricoperte di ricche decorazioni composte di segatura colorata e di petali di fiori.
    Antigua è conosciuta a livello mondiale per il suo caffé di prima qualità e per le composizioni di giada lavorata a mano.
    È arrivato il momento dello shopping e non c'è cosa più divertente in Guatemala che intrufolarsi nei negozietti coloratissimi che caratterizzano questa zona.
    Bambole di stoffa, abiti multicolore ci circondano ma la vera particolarità di Antigua sono le fabbriche di giada.
    I guatemaltechi lavorano abilmente questa pietra preziosa che nelle civiltà preistoriche era apprezzata per la sua durezza e utilizzata per gli utensili.

    Noi visitiamo una di queste fabbriche per carpirne i segreti della lavorazione. Oggi ci attende un evento davvero importante: la cerimonia di inaugurazione del Centro America Travel Market cioè la prima fiera del Turismo del Centro America. Veniamo accolti addirittura dal presidente della Repubblica. Un'esperienza davvero emozionante che ci permette di conoscere tutte le bellezze del Centro America, le tradizioni, la storia, gli usi e costumi di questo popolo, semplicemente passeggiando tra i numerosi stand della fiera.

    Ripartiamo questa volta per raggiungere un posto incantato che ci riporta indietro nella civiltà dei Maya: il sito archeologico di Mixco Viejo. Mixco Viejo era la capitale del regno Pocomán. Anche se meno imponente di Tikal, è un sito meraviglioso che dista 25 km da Città del Guatemala ed è raggiungibile attraverso una strada tortuosa che fa sembrare il viaggio più lungo di quello che è in realtà. È un sito molto tranquillo scelto spesso dai locali come meta di gite domenicali.
    Gli edifici conservati a Mixco Viejo risalgono al periodo Postclassico. Troviamo anche due cortili per il gioco della pelota.

    Da una visita archeologica passiamo all'avventura e davanti ad una stazione di servizio che assomiglia vagamente ai nostri autogrill, prendiamo il pullman che ci porterà alla nuova destinazione: il lago di Atitlan.

    In Guatemala la bellezza spia il viaggiatore ad ogni angolo e così ci ritroviamo in una fessura tra le montagne, ad ammirare il lago Atitlan incastonato come un grande turchese nella roccia. Non esiste acqua più azzurra di quella del Lago Atitlan, uno scenario spettacolare dal cielo terso con un'atmosfera surreale a cui fanno da cornice splendidi vulcani. I Maya veneravano le sue acque e tuttora lo considerano luogo sacro.

    Il lago Atitlan è un'immensa conca tra i vulcani. Non bisogna dimenticare che il territorio del Guatemala è costituito da spiagge di sabbia vulcanica che si affacciano sull'Oceano Pacifico e sul mar dei Carabi. Tra i 33 vulcani presenti nel Paese troviamo Tajumulco che, con i suoi 3.400 m, è il vulcano più alto dell'America Centrale.

    Ci imbarchiamo per raggiungere Santiago Atitlan. Lungo il tragitto ammiriamo il paesaggio che circonda l'immensa distesa blu e qualcuno ne approfitta per riposarsi al sole in uno scenario davvero suggestivo.

    Il villaggio di Santiago Atitlan è il più grande dei villaggi indigeni che si affacciano sul lago. Ha una popolazione di circa 20.000 abitanti appartenenti alla etnia Tzuthuil. Santiago Atitlan, centro tradizionale Maya per eccellenza, abitato dai madrelingua Tzutujil è nata dalle ceneri dell'antica capitale fortificata Maya distrutta dagli Spagnoli.
    Anche qui due volte alla settimana si svolge un grande mercato ricco di tutti i colori propri del Guatemala; ci immergiamo in questa realtà in cui le donne e gli uomini vestono costumi caratteristici e vendono con insistenza i loro prodotti artigianali.
    Qui le donne filano, tessono e ricamano con fili magici tutti i colori dell'arcobaleno. Nei telai di cintura come quelli a pedali le donne tessono la storia tra nodi di lana e cotone, per creare bluse e tele preziose.

    In questa enclave la vita è ferma al secolo scorso e tutto si svolge secondo vecchi canoni. Si lavano i panni sulla sponda del lago, si raccoglie l'acqua con la brocca dalle sorgenti e la si trasporta sul capo sino a casa.

    Il popolo del Guatemala è molto religioso e rispetta le tradizioni cattoliche che molto spesso si mescolano agli antichi culti dei Maya. Dagli altari dorati delle piccole chiese, dalle piramidi abbracciate dal verde, avvolte dal fumo dell'incenso e dal profumo aromatico dei fiori, le preghiere si elevano per incontrarsi con Dio.
    A Santiago Atitlan, ogni anno, partendo dalla chiesa cattolica si svolge una grande processione nella quale gli indigeni associano il culto religioso cristiano con quello esoterico del Maximon, a cui si indirizzano le invocazioni locali per i bisogni più importanti.

    Questo è un paese per gente che non fa turismo ma che desidera vivere esperienze ineguagliabili.
    Esperienze come l'aver appreso che la storia del mondo ha mille strade e che una delle più belle ed interessanti ebbe come protagonisti il popolo dei Maya.

    Qui finisce la nostra avventura in Guatemala che ci ha permesso di conoscere l'antico popolo del mais attraverso architetture, riti, tradizioni... questo paese ha saputo catturarci e ci ha trasmesso tutta la sua magia.