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  • chiesa
  • interno chiesa a Kerkyra
  • la processione del venerdì santo
  • il lancio delle anfore
  • i cocci dell anfore
  • ....vista dall'alto di Paleokastritsa....
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Grecia

CORFU' - LA PASQUA ORTODOSSA

Eccoci di nuovo in giro per il mondo. Questa volta assisteremo ai festeggiamenti della Pasqua Ortodossa nell’isola di Corfù, solare e verdeggiante, posto leggendario e ricco di passione, ultima tappa di Ulisse prima di arrivare ad Itaca.

Giungiamo a Corfù al tramonto del Giovedì Santo sbarcando a Kerkyra, dove ci accoglie un suggestivo panorama del porto. Corfù è la sezione più occidentale della Grecia, una località turistica conosciuta in tutto il mondo, dalle indiscutibili ricchezze naturali, storiche e culturali.

La nostra avventura inizia da quello che è uno dei simboli più tipici di Corfù: il Monastero di Vlacherna. Lungo la strada non possiamo non restare colpiti dal panorama che ci si presenta: una meravigliosa vista sull’isola di Pontikonìssi, uno scoglio coperto di cipressi che spunta dal mare e che secondo la leggenda sarebbe la nave dei Feàci che riportò Ulisse ad Itaca e che fu trasformata in pietra dall’irato Poseidone.

Giungiamo al Monastero e ci appare davvero un’ immagine da cartolina: una passerella in cemento porta al fotografatissimo Monastero di Vlacherna situato in mezzo al mare. All’interno vi è una piccola cappella in stile bizantino. In attesa che inizino i festeggiamenti per la Pasqua nella città vecchia di Corfù, proseguiamo il nostro tour muovendo alla volta di Paleokastritsa , straordinariamente bella e famosissima per le sue incantevoli spiagge ed il mare cristallino. Ci incamminiamo sin sopra il promontorio di Aghios Nikolaos  per visitare il monastero della Panaghia  del XIII sec. Da un bel vedere dinanzi al monastero si scorge al largo, nel bel mezzo di una distesa di mare verde cangiante, uno scoglio che la leggenda vuole come altra versione della nave pietrificata di Ulisse. All’interno del Monastero restiamo colpiti dalla ricchezza e dallo sfarzo che circonda l’altare.

Facciamo una breve sosta a Làkones da Georges , il proprietario di un negozietto e laboratorio artigianale, dove è possibile trovare delle ottime olive, olio, spezie, miele e il tipico liquore locale, il Koum quat  a base di mandarini cinesi. Georges (gheòrghes) ci apre le porte delle sue cantine per dimostrarci come i suoi prodotti,  siano rigorosamente artigianali e tradizionalissimi.

Dopo pranzo ci dirigiamo nel cuore dell’isola: Kerkyra , o Corfù Town come viene chiamata dagli innumerevoli turisti. Il capoluogo gode di un’atmosfera singolare: inizia a respirarsi davvero l’atmosfera pasquale.

Il venerdì santo è il giorno dei sepolcri e in tutta l' isola ogni chiesa porta in processione il proprio Epitaffio, una specie di bara decorata da una miriade di fiori, seguito da bande musicali, giovani del posto, bambini che portano dei cesti con petali di fiori e cori che intonano canti tipici e religiosi ma soprattutto mesti, infatti i toni sia delle bande che dei canti rispecchiano il momento della passione di Cristo. Persino le lanterne si adeguano al momento di malinconia ed estasi, illuminate di una luce viola!

Le processioni sono talmente tante che si incrociano tra i vicoli della città e si danno la precedenza aspettando ognuna il proprio turno, come ad un incrocio al semaforo! Dopo questo tripudio di colori, profumi e immagini suggestive ci meritiamo un po’ di riposo. L’indomani ci aspetta un’altra lunga giornata di festeggiamenti per la Pasqua.

È Sabato e la grande attesa è per le 11:00, ora alla quale tutti, fedeli, turisti e abitanti dell’isola riuniti nella famosissima spianada , attendono il momento forse più profano dell’intera manifestazione: il lancio delle botìdes per celebrare la resurrezione.

Questa rumorosa usanza nacque sotto l'influenza veneziana. I Veneziani avevano l'abitudine per Capodanno di buttare dalle finestre oggetti vecchi perché il nuovo anno gliene portasse di nuovi e i corfioti ripresero questa usanza applicandola nei giorni della più grande festività greca, la Pasqua.

Ai giorni nostri gli oggetti vecchi sono stati sostituiti da brocche di cotto riempite d'acqua, per fare più rumore. Un'altra spiegazione a questa usanza, è che la Pasqua si trova all'inizio di un nuovo anno vegetativo, la natura si sveglia dal letargo invernale e i frutti vengono raccolti in recipienti nuovi, mentre quelli vecchi si buttano. Subito dopo la rottura delle anfore, le bande si riversano nelle strade della città suonando marce gioiose, mentre turisti e corfioti raccolgono, come portafortuna, i cocci sparsi per le strade del centro. Nel pomeriggio approfittiamo di un momento di pausa dei festeggiamenti, che riprenderanno la sera, per goderci appieno ogni vicolo e angolo della città vecchia.

Ci addentriamo per i vicoli caratteristici, innumerevoli negozietti espongono prodotti tipici corfioti, frutto della lavorazione locale delle olive, del legno, dell’argento e dei mandarini cinesi dal quale si ottiene il famosissimo Koumquat nonché le spugne di mare, diffusissime sull’isola dove si possono trovare a prezzi davvero vantaggiosi! Tra le viuzze ci imbattiamo anche in un gruppetto di artisti di strada che intrattengono i turisti divertiti. Scende la sera sulle mura della città vecchia che si prepara a festeggiare la Resurrezione. Ad ogni angolo di strada vendono candele che da usanza devono essere accese dal fuoco delle candele portate in mano dai preti mentre si dirigono in processione verso il palco della villa comunale, un gazebo interamente decorato di luci, dove di lì a poco viene celebrata la funzione tra cori e musica e con la partecipazione dell'Arcivescovo e di migliaia di persone. Tutt’intorno al palco si scorge nel buio della notte un mare di candele accese che creano un’atmosfera a dir poco suggestiva!

La Resurrezione avviene al rullo di tamburi e fuochi d’artificio: Cristos Anesti (crìstos anèsti)”Cristo è risorto” tra abbracci e baci augurandosi “kalo paska” (kalò pàsca “Buona pasqua”.  

Sorge il sole sull’isola dei Feàci, è una splendida giornata e così, dopo aver assistito ai festeggiamenti organizzati nel cuore del capoluogo corfiota, decidiamo di scoprire come la Pasqua viene vissuta dalla popolazione locale. Ci muoviamo in direzione sud, verso Cavos . Lungo la strada facciamo un simpatico incontro con un asinello.

Proseguendo facciamo una breve sosta a Lefkimi  per ammirare una splendida chiesetta e proseguiamo fin quando non ci imbattiamo in una casetta sul lato della strada, dove il capofamiglia è intento ad arrostire un enorme agnello sulla brace. A Corfu l’agnello allo spiedo per Pasqua é un’ usanza tradizionale.

Il capofamiglia chiama tutta la famiglia al completo: ci offrono dei dolci del posto, la nonna cosparge l’agnello di rosmarino, mentre il figlio ci dona delle uova bollite che loro usano colorare di rosso e ci mostra come sia usanza batterle tra loro e conservarne il guscio come portafortuna. Un po’ dispiaciuti di lasciare questa famiglia così cordiale, proseguiamo il nostro tour nelle campagne per imbatterci in un’altra casa di corfioti, questa volta veniamo attirati dalle note di una musica tipica greca, nonché dal profumo di carne allo spiedo: anche qui, gli abitanti del posto ci accolgono a  braccia aperte, offrendoci un po’ del loro agnello e improvvisando dei balli tradizionali: c’è proprio un’atmosfera di festa!

Sarà per gli invitanti profumi di questa terra, che ci sale una gran fame e ci concediamo allora un lauto pranzetto a base di piatti tipici e davvero gustosi: fèta al forno, formaggio tradizionalmente di latte di pecora, tzatziki (zazzìchi), crema a base di yogurt bianco, aglio e cetriolo tritati, insalata greca, moussakà (mussacà), tipo parmigiana con carne macinata e besciamella e infine, essendo Pasqua, agnello. Ottimo pranzo!

Sfortunatamente il nostro soggiorno qui è finito, ma possiamo dire di aver, in pochissimi giorni, gustato la vera tradizione e la vera anima di quest’isola! Porteremo con noi il ricordo dei corfioti, estremamente gentili, cordiali e gioiosi, la meravigliosa e saporita cucina greca, l’atmosfera suggestiva di una festa che qui vivono con tanto trasporto e dedizione e le meravigliose spiagge, l’acqua cristallina, i profumi e gli odori della lussureggiante vegetazione. Tutto questo ci mancherà, ma presto torneremo a Corfù per viverla durante la stagione estiva e godere appieno delle sue meravigliose spiagge. Arrivederci alla prossima puntata!