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FranciaBORDEAUX: LA REGIONE DEI VINI |
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Siamo di nuovo insieme, e come sempre vogliamo rendervi partecipi delle nostre emozioni. Questa volta la nostra destinazione coincide con le eleganze settecentesche di Bordeaux, capitale dell'Aquitania. Il cuore storico di Bordeaux, adagiato sulle rive della Garonna, è di una ricchezza eccezionale, oltre 5000 edifici che risalgono per lo più al settecento, l'epoca d'oro della città mercantile, quando al commercio dei vini si aggiunse quello delle merci che arrivavano dalle Americhe.
Non appena arriviamo a Bordeaux rimaniamo stupiti dal vecchio quartiere dei commercianti di vino e degli armatori, Chartrons, che con i negozi degli antiquari, le belle case dalle facciate classiche, i balconi di ferro battuto, costituisce oggi uno degli angoli più interessanti della città.
Curiosi come sempre ci spostiamo subito verso il Castello di Cazeneuve...dimora di Enrico IV e della Regina Margot. Facendo il giro del Castello a piedi si può constatare che la roccaforte di Cazeneuve è situata su una rupe tagliata a picco. Questo impianto costituiva una postazione difensiva ideale.
Tre sono le parti principali del castello: il Mastio, cioè il castello primitivo fatto di terra e legno. Il Castello attuale, che ha forma di poligono irregolare. Infine fuori dal ponte levatoio la Cittadina di Cazeneuve, circondata da mura e protetta da fossati. Passeggiando lungo i regali corridoi, visitando il salone della Regina Margot ci si sente come in un sogno. Guardando il ritratto della regina al centro dell'imponente caminetto si coglie la tristezza nei suoi occhi, il suo tormento per non aver potuto dare un erede al Re.
Dopo una piacevole notte trascorsa nel nostro hotel, la fresca aria settembrina ci da il buongiorno, e noi ne approfittiamo per partire alla volta del Castello di Monbazillac. Storico monumento del XVI sec. il castello di Monbazillac presenta un'architettura unica e originale, punto d'incontro tra il sistema difensivo medievale e l'eleganza del rinascimento. Il castello è dotato di vigneti, qui la generosità del territorio, la complicità del clima, e l'attenzione e la passione dell'uomo permettono l'elaborazione di un grande vino di Origine Controllata...il Bergerac.
Questo vino da giovane da il miglior sapore, quello rosso è l'espressione del terreno, dal gusto di fragole e ribes nero. Dopo un buon Bergerac siamo pronti per visitare il Castello di Vigers...
Costruito da Jean Vigiers per Lady de Saussignac, sulle rovine di un'antica piazza fortificata del XII sec. Oggi questo castello è un hotel che offre ai suoi clienti tra i mille confort la degustazione del Bergerac e degli altri pregiati vini di questa regione della Francia. Noi come al solito ne approfittiamo ed ascoltiamo attoniti la spiegazione di un esperto che ci parla delle caratteristiche di ogni bottiglia di questo prezioso nettare. Tappa obbligatoria per il nostro palato è le Chateau de Myrat...dove ci attende la degustazione di un altro pregiato vino, quello di.... Sotern. Un bianco liquoroso che acquista personalità se lasciato invecchiare in bottiglia.
Questi vini hanno un passato prestigioso, famosi già nel medioevo. Bordeaux è il più grande regno della vite del mondo, 113.000 ettari di vigneti, 850 milioni di bottiglie di vini DOC ogni anno. La partenza per Saint-Emillion è allietata da un luminoso pomeriggio assolato, al nostro arrivo ci troviamo di fronte ad uno splendido villaggio medievale adagiato tra i vigneti. Una manciata di case antiche raccolte intorno alla chiesa dalla quale svetta un bellissimo campanile e all'animatissima piazza del mercato. Un vero spaccato di vita antica che l'Unesco ha inserito nel Patrimonio dell'Umanità come "paesaggio culturale".
Oggi è un giorno speciale, un giorno di festa a S.Emillion, siamo pronti ad assistere alla proclamazione dell'apertura della vendemmia, le stradine brulicano di turisti giunti da ogni dove per partecipare a questo evento. Le piazze, i negozi, le osterie, sono pervasi da questa atmosfera inebriante come le bollicine del buon vino, venduto dalle innumerevoli enoteche del paesino. La cittadina prende il nome da S. Emiliano un monaco che visse in una grotta vicino al villaggio e che operò numerosi miracoli. Oggi l'eremo di S. Emiliano è il monumento più antico del villaggio intorno al quale gravitano numerose leggende, in particolare quella che la presenza di una sorgente ha la possibilità di guarire tutte le malattie oftalmiche. Un'altra racconta che S. Emiliano scavò nella roccia un seggio per pregare e meditare, di questo seggio si racconta che se una giovane donna sterile vi si siede, potrà guarire.
Ci spostiamo ed ammiriamo anche la Cappella della Trinità, eretta in onore di S Emiliano nel XIII sec. Tutta la particolarità di questa piccola cappella sta nel duplice incrocio di ogive, forma architettonica alquanto rara. L'alba di un nuovo giorno ci guiderà alla scoperta della famosa chiesa Monolitica.
Dal greco MONOS che significa un'unica pietra. Questa chiesa è stata dunque interamente scavata nella massa della roccia calcarea, per permettere ai monaci Benedettini di proteggersi dalle invasioni dei saraceni. In questa chiesa si riuniva anche la Giurata, che costituiva l'amministrazione civile e militare della giurisdizione di S Emillion.
Soppressa dopo la rivoluzione Francese, fu ricostituita nel 1948. Da allora la Giurata si riunisce due volte all'anno per due feste tradizionali:nel mese di Giugno alla fioritura delle vigne i giurati giudicano il vino nuovo, e nel mese di Settembre proclamano il Bando delle Vendemmie.
Fortunatamente noi abbiamo assistito a questa spettacolare festa e ve ne mostriamo le immagini. Dopo questa entusiasmante giornata facciamo ritorno nel nostro hotel.
Il sorgere del nuovo giorno ci riporta nuovamente in Italia, dove come sempre ricordiamo con malinconia le avventure passate in giro per il mondo. Per adesso vi salutiamo e vi diamo appuntamento alla prossima puntata.




































