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El SalvadorEL SALVADOR |
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Vista, tatto, gusto, olfatto, udito… Si, tutti e 5 i sensi possono essere appagati qui…benvenuti in una terra “impressionante”, benvenuti in El salvador!
Questo paese è simile come atmosfera ad altri paesi del centro America, ma si distingue per il fatto di essere quasi totalmente vergine turisticamente.
Oltre alle bellezze naturalistico/vegetative (territorio ricchissimo di vulcani, laghi vulcanici, montagne) è interessante capire come si vive in una piccola nazione di 10.000.000 di abitanti circa (di cui 30.000 sono bianchi di origine prettamente spagnola ed il resto indios) assediata per decenni dalla guerriglia interna che tenta di liberarsi dallo strapotere economico-politico-militare della minoranza bianca.
Atterriamo all’aereoporto nel primo pomeriggio così decidiamo, prima di trovare sistemazione in albergo, di dedicare il resto della giornata, impazienti, alla scoperta della capitale: San Salvador!
Per raggiungere la capitale ci serviamo di un pullman, estremamente cartatteristico, come quelli che si vedono nelle telenovele: grandi , rumorosi e con conducenti un po’ sopra le righe, muniti di casse audio dalle quali esce musica locale e il celebre raeggeton. Insomma proprio un viaggetto tipico.
San Salvador è una città posta ai piedi di un vulcano, ormai spento nel cui cratere è sorto un lago molto bello, il lago di Ilopango. A differenza delle città di pianura la capitale presenta un clima caldo ma ventilato.
E’ una città dai 2 volti: la parte orientale, quella del centro storico , è una zona degradata e in alcune ore pericolosa. Decentrato in realtà verso la zona est, ruota intorno alla piazza centrale dominata dal Palazzo Nazionale, un edificio in stile neo-classico che ci rechiamo a visitare.
Poco distante vediamo anche la Cattedrale Metropolitana, variopinta sulla facciata principale ma povera al suo interno, che più che per la sua architettura, resta impressa per il fatto che custodisce la tomba di Monsignor Romero, ucciso mentre diceva la Messa nel 1980, anno che segnò l’inizio della guerra civile. Sulla facciata principale colpiscono i fregi multicolori, tema portante dell’intera cittadina, realizzati da un famoso artista, che ha insegnato a molti giovani la sua particolare tecnica di lavoro.
Con alcuni dei suoi schizzi è stata addirittura allestita una sorta di mostra in un pub altrettanto famoso che andremo a visitare più tardi. Nel frattempo continuiamo il nostro tour. Al lato della Cattedrale infatti incontriamo il Teatro Nacional, gran bellezza architettonica e culturale.
Restiamo divertiti dalle bancarelle che tutt’intorno alla piazza, e ai piedi di questi imponenti edifici vendono frutta tropicale, dolcetti e le immancabili “pupusas”, il piatto nazionale a base di tortillas di mais ripiene di formaggio, carne di maiale e fagioli. Guardando in alto restiamo colpiti anche dall’ingorgo dei fili elettrici che ci sovrastano intersecandosi.
Lasciamo la capitale per recarci al Porto el Triunfo, pronti per una escursione in barca alla Bahia de Jiquilisco. Qui ritroviamo un’ atmosfera senza tempo: una lunga strada sterrata porta a questo mare interno circondato da mangrovie, che è uno scalo importantissimo per le barche che navigano nel Pacifico: perfettamente protetto, il Puerto El Triunfo accoglie le imbarcazioni con qualsiasi condizione meteorologica. Ed è proprio qui che approfittiamo per una simpatica escursione in barca tra i canali interni della baia popolata da gigantesche mangrovie: un ecosistema ancora praticamente intatto che ospita una grande quantità di pellicani, aironi e numerosi altri uccelli acquatici. Al termine del Tour in barca facciamo una breve sosta per una gustosa colazione e rientriamo a San Salvador.
Dalla Baia de Jiquilisco muoviamo alla volta di una vera e propria chicca: la famosissima Ruta de Las Flores! Si tratta di un percorso che comprende 5 tappe tra cui le cittadine di Nahuizalco e Juayua. Questa “strada” per cos’ dire è interamente ricoperta di fiori e pietre decorate con temi floreali, E’ un tripudio di colori estremamente vivaci, troveremo queste immagini colorate persino a decorazione dei pali della luce! E lo stesso motivo con le stesse decorazioni dalle tonalità sgargianti ricorrono sulle mura delle città.
Facciamo tappa presso la cittadina Juayua, che significa nella lingua Nahuat “luogo delle orchidee e dei gelsomini”,e ci soffermiamo a visitare la piazza centrale per coglierne tutti gli aspetti più tipici e caratteristici. Lasciamo la cittadina per un’altra breve visita di Nahuizalco, che in lingua Nahuat vuol dire"luogo dei quattro Izalcos ":infatti secondo la tradizione la città fu fondata da quattro famiglie di Izalco. Qui si possono trovare oggetti di artigianato tipico così come cibi più caratteristici.
E’ una nuova giornata qui nello splendido stato del Salvador. Iniziamo questa soleggiata giornata facendo una visita alla città de La Palma dove restiamo già simpaticamente colpiti anche qui dai colori sgargianti delle decorazioni delle mura cittadine. Per le strade si vedono ovunque persone del posto che con bancarelle di fortuna sono intente alla lavorazione di questo o quell’oggetto di artigianato-. Una signora ci mostra come gli oggettini, tipici souvenir salavadoregni, vengano minuziosamente dipinti a mano con raffigurazioni di paesaggi naturali del Salvador. La nostra Alessandra non si lascai sfuggire l’occasione per curiosare un po’ tra le bancarelle, alla fine compra una bellissima amaca.
Facciamo anche tappa alla Cooperativa Semilla De Dios, una cooperativa di ispirazione cristiana con sede nella città de La Palma, costituita nel 1977 a partire dall’iniziativa del pittore salvadoregno Fernando Llort. L’idea che stava alla base del progetto era quella di ridurre il problema della disoccupazione nella comunità, attraverso forme di artigianato che si potessero realizzare collettivamente. Semilla de Dios è oggi una realtà dove numerose categorie svantaggiate come indigeni, donne, disabili e rifugiati di guerra, possono contare sulla propria abilità per procurarsi un reddito svolgendo un’attività sostenibile anche dal punto di vista ambientale.
Montiamo di nuovo a bordo del nostro mezzo per continuare questa sorta di avventura on the road, facciamo un’altra breve sosta alla città di Santa Ana. E’ la seconda città più grande del paese, conserva lo stile coloniale che apprezziamo nel visitare la sua cattedrale, il Teatro e il Palazzo Municipale. Si dice che chi passa per questo paesino è destinato al Paradiso!
Facciamo una breve sosta per cena in un locale del posto e cogliamo l’occasione per gustare le tradizionali pupussas. Curiosiamo nelle cucine dove troviamo alcune donne che con estrema manualità e velocità impastano queste specie di tortillas e le cuociono. La nostra guida ci illustra tutto l’iter della loro preparazione.
Prossima tappa: la città di Suchitoto.
Si tratta di uno dei pueblo coloniali meglio conservati, costruito su una piccola altura, a nord della Capitale, che domina il grande lago Suchiltlán, formatosi negli anni Settanta con la costruzione di una diga artificiale. Considerata la capitale culturale de El Salvador, Suchitlán, che nella lingua nahuat significa “il luogo dell’uccello fiore”, sembra sospeso nel tempo, con la sua cattedrale bianca e le sue case decorate da balconi in ferro battuto. Con i suoi tetti di tegole rosse, i patii ombrosi e
le strade acciottolate, emana un fascino d'altri tempi.
Durante la nostra passeggiata raggiungiamo un vecchio mulino tuttora in uso dove si reca tutta la popolazione locale con il proprio mais per la macina. Ad accoglierci con estrema gentilezza il mugnaio, proprietario dello stesso e da decenni lavoratore instancabile. Visitiamo una mostra di un artista locale e poi facciamo una breve sosat per il pranzo in un ristorante con una vista mozzafiato sul Lago Suchitlan.
Ci rimettiamo in viaggio, prossima tappa la ridente cittadina di San Ignazio. Ci fermiamo nella piazza principale dove un signore del posto ci mostra un fiore tipico salvadoregno. Anche qui ci imbattiamo in mercatini allestiti per le strade un po’ ovunque e incontriamo una signora appena uscita dalla chiesa che porta un copricapo tipico. Ancora una volta tratto che accomuna tutte le cittadine del Salvador i colori sgargianti con i quali sono dipinti gli edifici, le porte o le mura della città.
Di nuovo a bordo del nostro mezzo, nel bel mezzo delle campagne incappiamo in un grosso acquazzone decidiamo di fermarci per un po’ e ci imbattiamo in un manipolo di uomini del posto che sulle sponde di un fiume approfitta della pioggia scrosciante e quindi della piena per gettare delle reti ed assicurarsi così la cena!
L’indomani mattina ripartiamo per Barra de Santiago per visitare la zona di Cocotera Resort, un resort ecologico che incentiva appunto l’ecoturismo situato in un paradiso naturale con spiagge infinite deserte, tranquille, rivestite di mangrovie e confinante La Cocotera is located in beautiful La Barra de Santiago, El Salvador. con l'Oceano Pacifico da un lato e un estuario, dall'altro. It is a natural paradise with endless empty beaches, tranquil mangroves, spacious ocean-front and estuary-front bungalows and exceptional fresh food. In questa zona eco turistica è possibile godere di un meraviglioso relax dondolando su un’amacaTake a swim in the warm ocean. Rest in a hammock in the shade of countless coconut palms.all'ombra di innumerevoli palme di cocco,Gaze at the spectacular stars with volcanic peaks as your background. O guardando alla sera le stelle che si stagliano su un cielo infinito e con picchi vulcanici che fanno da sfondo.




































