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EgittoLE PIRAMIDI E I MONASTERI NEL DESERTO |
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Bentornati cari amici siamo di nuovo insieme, zaino in spalla e cartina in mano siamo pronti ad affrontare un altro viaggio. Questa volta torneremo indietro di 4000 anni prima di cristo quando un popolo cominciò a coltivare la valle del Nilo. La fecondità della terra e la navigabilità del fiume permisero lo sviluppo del commercio; così nel 3200 a. c. sorse uno dei più grandi Regni dell'antichità: il misterioso e affascinante Egitto dei Faraoni.
Il nostro volo atterra al Cairo... capitale dell'Egitto. Un'enorme metropoli brulicante di gente.
Il Cairo è il cuore dell'Egitto da più di 1000 anni ed è il luogo in cui le grosse contraddizioni del paese sono più evidenti. È nella capitale che s'incontrano il mondo medievale e quello contemporaneo occidentale in una confusione di case di mattoni crudi e di moderni grattacieli, di automobili di lusso e di carretti tirati da asinelli.
Le strade di questa città sono un fiume di vita dove si respira l'immenso ed il microscopico, il tutto ed il nulla, in perfetta simbiosi.
Una città magica che riempie l'esistenza e che regala inspiegabilmente voglia di vivere.
Accompagnati dalla nostra troup ci spostiamo alla volta della piana di Giza. Possiamo ammirare qui le piramidi della IV dinastia, che segnano le stelle di Orione e ricostruiscono in Terra la costellazione celeste divenendo la raffigurazione di Osiride sulla Terra.
Non si può non essere rapiti d'incanto di fronte a tale splendore. Trovarsi davanti questi grandiosi monumenti, considerati una delle sette meraviglie del mondo, è veramente uno spettacolo emozionante, malgrado la folla di turisti che si accalca nella zona. Le piramidi sono sopravvissute alla nascita e alla caduta di potenti dinastie, di grandi conquistatori, e condividono il deserto circostante con la Sfinge. Il complesso emerge dal deserto ed è costituito dai tre importanti monumenti funerari dei faraoni Cheope, Chefren e Micerino.
Le quattro facce della piramide di Cheope sono orientate quasi perfettamente verso i quattro punti cardinali. Il monumento, è costituito da 2 milioni e 300 mila blocchi di pietra del peso di almeno un paio di tonnellate ciascuno, alta 146 metri con 230 gradini. Tutte queste cifre in sé non dicono molto, ma combinate insieme danno come risultato un edificio che ha un volume trenta volte superiore a quello del leggendario Empire State Building di New York, e che può contenere agevolmente al suo interno la basilica di San Pietro.
La piramide di Chefren, o Khafre, è per dimensioni la seconda di Giza. E' anche la meglio conservata: verso la sommità presenta ancora il rivestimento originario in blocchi di calcare levigato. Quello che rende storicamente eccezionale questa piramide è il fatto che le strutture in cui era inserita sono sufficientemente conservate per offrire una valida documentazione sull'Egitto di questo periodo: essa infatti costituisce il primo esempio di insieme sepolcrale.
Con la fine della IV dinastia si delinea una diversa organizzazione sociale: il potere del faraone tende a diminuire di fronte a una diversa distribuzione di ricchezza e autorità. La piramide di Micerino, figlio di Chefren, riflette questa tendenza per le minori dimensioni rispetto alle precedenti tombe reali.
La Sfinge di Giza ha testa umana e corpo leonino. La fusione dei due elementi, zoomorfo e umano, in una scultura a tuttotondo di dimensioni colossali è ancora oscuro e non esiste neppure un documento sul suo significato religioso. Forse, nel suo aspetto di leone accucciato, doveva vegliare sul complesso funerario delle piramidi.
Fa capolino una nuova alba sull'Egitto, dopo una abbondante colazione siamo pronti a partire per visitare il Monastero Copto Ortodosso. Sito nel bel mezzo del deserto, all'improvviso appare come un miraggio davanti ai nostri occhi. E' un insieme di edifici con al centro un torrione quadrato: voluto da S.Antonio, vero eremita, fu costruito dai suoi discepoli nel III secolo d.C.: è dunque il più antico monastero copto.
L'intero complesso monasteriale sorge presso una grotta ed una fonte d'acqua, protetto da mura di cinta costruite nelle diverse epoche, dotato di un fortino di un refettorio e di varie chiese. In una grotta presso la vecchia chiesa del monastero è conservato il corpo del santo che ha dato il nome alla struttura. Rinnovi e restauri si sono susseguiti portando il monastero allo stato in cui è oggi.
Ringraziamo per la gentilezza il vescovo del monastero e partiamo alla volta del Canale di Suez. Sito ad ovest della penisola del Sinai, è un canale artificiale navigabile, lungo 163 km, permette il trasporto su acqua dall'Europa all'Asia, senza circumnavigare l'Africa. Il canale consiste di due parti, a nord e a sud del Grande lago amaro.Venne costruito tra il 25 aprile 1859 e il 1869 da una compagnia francese.
L'ora è tarda ma, non possiamo certamente rientrare in hotel senza aver prima sbirciato tra le bancarelle del mercato di Suez.
Il mercato qui ha il fascino del bazar arabo, è un complesso di piccole botteghe di artigianato si vende vetro, argento, ottone, legno e pelle. La gente si sposta con lentezza, il tempo sembra immobile.
L'indomani ci rechiamo sul golfo di Suez presso Ain Soukhna. Una regione con complessi turistici, ristoranti indipendenti. Noi siamo ospiti in un fantastico villaggio di Planotel: Stella di Mare, sito proprio in questa regione. Ne approfittiamo per godere di un meritato riposo tra la splendida spiaggia e gli innumerevoli confort che il villaggio ci offre.
Siamo in uno dei posti più belli del mondo. Queste splendide spiaggie conducono a una delle più belle barriere coralline che esistano, dove chiunque, con maschera e pinne, può immergersi.
Decidiamo quindi di regalarvi immagini che sicuramente non dimenticherete.
Ai nostri occhi... un incredibile ecosistema, ricco, vitale e magnifico per la trasparenza delle acque, la forte luminosità, il turbinio di incredibili pesci dai mille colori e le sorprendenti e finissime architetture delle colonie madreporiche.
Un ambiente estremamente ricco e complesso. Un'esplosione di vita.
Siamo alla fine di un'altra avventura, che come sempre lascia un pò di amaro in bocca. Dopo questa esperienza però possiamo dire di amare l'Egitto.
Non sappiamo se sia possibile trasmettervi le emozioni con poche parole: crediamo però che l'Egitto non si possa descrivere, bisogna viverlo, giorno e notte, capirlo, accettarlo anche quando ci si sente troppo diversi da quel contesto, perché l'Egitto entra nel cuore e mai, una volta amato, si potrà dimenticare.
Come sempre vi salutiamo, e vi diamo appuntamento ad altre nuove ed entusiasmanti emozioni da vivere insieme.




































