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EgittoEGITTO: CROCIERA SUL NILO |
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Cari amici viaggiatori, oggi vi porteremo alla scoperta di uno dei paesi più affascinanti al mondo, l’ immortale patria dei faraoni, che scorre sotto gli occhi del visitatore che risale il suo sacro fiume. Benvenuti in Egitto (dare enfasi alla parola Egitto).
Impossibile resistere alla tentazione e magia di una crociera lungo le rive del Nilo. Seguiteci in una nuova emozionante avventura a bordo di questa motonave unica che ci porterà da Luxor ad Aswan, solcando acque millenarie e ricche di storia.
Molti i colori che ci accompagneranno in questo viaggio: dal blu intenso del cielo che si specchia nel fiume, al verde cupo della vegetazione all’oro delle sabbie del deserto che, in alcuni tratti, si tuffano nel Nilo quasi a volerlo dominare.
Approdiamo a Luxor. Situata a circa 600 km a sud del Cairo, Luxor occupa una parte di Tebe, che fu capitale dell’Egitto durante il Medio e Nuovo Regno. Oggi i suoi templi, palazzi e necropòli sono patrimonio mondiale dell’Unesco. Approfittiamo, per una visita alla famosissima necropoli di gùrna dove assistiamo alla lavorazione dell’alabàstro, minerale che gli artigiani locali maneggiano con abilità e maestrìa. Proseguiamo alla volta del tempio di Hatshepsut (acepsùt). (pausa) Tappa finale: i Colossi di Mèmnon (Mennòne). (pausa) Che incantevole sorpresa! Dinnanzi a noi un sali scendi di mongolfiere!
Dopo il pranzo, nel pomeriggio, passeggiando lungo il Nilo, raggiungiamo Karnàk, davanti alla meraviglia di questo tempio restiamo senza parole: si apre davanti a noi un maestoso viale di sfingi dalla testa di ariete che precedono i pilòni tolemàici e collegano la parte centrale, dedicata ad Amòn, con quella meridionale dedicata a Mut, la sua sposa. Oltre 134 le colonne che sostenevano quest’imponente tempio.
Da qui ci spostiamo al centro della città di Luxor dove sorge l’omonimo tempio, fatto erigere da Amenòfi III per dedicarlo alla coppia divina Amòn e Mut e a loro figlio Khònsu, il dio della Luna.
Di nuovo a bordo della motonave gustiamo una deliziosa cena a base di prodotti tipici locali, ma anche di prelibatezze italiane mentre facciamo rotta verso Edfu (èdfu).
L’indomani mattina, a bordo di un calesse, raggiungiamo il sito di Edfu, situato sulla riva sinistra del Nilo dove sorge il più grande e il più antico dei templi tolemaici, considerato tra i migliori conservati di tutto l’Egitto, e dedicato al Dio Horus, il dio dalla testa di falco. La costruzione, che fu iniziata nel 23 a.C., venne terminata soltanto nel 57 d.C. Le decorazioni del tempio sono esclusivamente di carattere religioso-mitologico.
Nel pomeriggio partiamo per Kom Ombo (comòmbo). Eretto su una collina a 15 m d’altezza sul livello del Nilo, sorge il tempio delle Due Divinità, così chiamato perché dedicato a Sobèk, il dio Coccodrillo e a Haroèris, il dio dalla testa di sparviero. Tutte le pareti del tempio sono decorate con rilievi e dipinti. Dalle terrazze si gode di un tramonto mozzafiato sul Nilo!
Di nuovo a bordo della motonave, la navigazione prosegue per Aswan.
Fin dall’antichità Aswan fu il centro naturale del commercio dell’Africa. Oggi la città è una notissima stazione climatica invernale grazie al suo clima asciutto e all’aria limpida. Non per nulla l’Aga Khan (agacàn) possedeva qui una villa e un mausoleo in un punto dal quale si gode di una vista stupenda sulla città e sulla diga.
La mattina ci dedichiamo ad un’escursione in felùca sul Nilo per proseguire poi alla volta di un villaggio nubiàno. Qui, come da tradizione, ogni famiglia ci accoglie insieme a quello che viene considerato da loro un portafortuna: un coccodrillo del Nilo, relegato, purtroppo, in apposite gabbie di sicurezza nei cortili antistanti le abitazioni.
Da qui ci muoviamo alla volta del tempio di Philae (fìle), dedicato al culto di ìside. Un tempo situato sull’omonima isola, adesso si erge sulla vicina isola di Agìkia a 500 m di distanza, grazie ad un’imponente operazione di vero e proprio trasloco, condotta da tecnici italiani.
La nostra avventura è quasi giunta al termine, ma non potevamo lasciare l’Egitto, antica terra dei faraoni, senza vedere i monumenti simbolo della loro epoca, una delle sette meraviglie del mondo: le piramidi.
Da Aswan prendiamo un aereo che ci porta al Cairo, capitale dell’Egitto. Inaspettatamente ci ritroviamo in un'enorme metropoli brulicante di gente.
Il Cairo è il cuore dell'Egitto da più di 1000 anni ed è il luogo in cui le grosse contraddizioni del paese sono più evidenti. È nella capitale che s'incontrano il mondo medievale e quello contemporaneo occidentale in una confusione di case di mattoni crudi e di moderni grattacieli, di automobili di lusso e di carretti tirati da asinelli.
Impazienti di visitare il deserto e i suoi tesori, ci muoviamo alla volta della piana di Ghiza. Non si può non essere rapiti d’incanto di fronte a tale splendore! Dinanzi a noi si ergono maestose le piramidi della IV dinastia che segnano le stelle di Oriòne e ricostruiscono in Terra la costellazione celeste, divenendo la raffigurazione di Osìride sulla Terra. Imponenti ovunque le misure di sicurezza.
Trovarsi davanti questi grandiosi monumenti è veramente uno spettacolo emozionante, malgrado la folla di turisti che si accalca nella zona. Pensare che le piramidi sono sopravvissute alla nascita e alla caduta di potenti dinastie e di grandi conquistatori fa venire la pelle d’oca.
Il complesso emerge dal deserto ed è costituito dai tre importanti monumenti funerari dei faraoni Chèope, Chèfren e Micerìno.
Le quattro facce della piramide di Cheope sono orientate quasi perfettamente verso i quattro punti cardinali. Il monumento è costituito da 2 milioni e 300 mila blocchi di pietra del peso di almeno un paio di tonnellate ciascuno, alta 146 metri con 230 gradini. Tutte queste cifre in sé non dicono molto, ma insieme creano un edificio che ha un volume trenta volte superiore a quello del leggendario Empire State Building di New York e che può contenere agevolmente al suo interno la basilica di San Pietro.
La piramide di Chèfren, o Khàfre, è per dimensioni la seconda di Giza. E’ anche la meglio conservata: verso la sommità presenta ancora il rivestimento originario in blocchi di calcare levigato. Quello che rende storicamente eccezionale questa piramide è il fatto che la struttura è ben conservata ed offre una valida documentazione sull'Egitto di questo periodo.
Infine la piramide di Micerìno, figlio di Chefren, di minori dimensioni rispetto alle precedenti tombe reali.
Emblema enigmatico e affascinante del mondo egiziano: la Sfinge!
La sfinge ha testa umana e corpo leonino. La fusione dei due elementi, zoomòrfo e umano, in una scultura a tuttotondo di dimensioni colossali, è ancora oscuro e non esiste neppure un documento sul suo significato religioso. Forse, nel suo aspetto di leone accucciato, doveva vegliare sul complesso funerario delle piramidi. Lo spettacolo è davvero suggestivo!
Egitto: l’inizio dei tutte le storie, anche della tua…
Arrivederci alla prossima puntata.




































